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Published on: La Farandola News

I musei delle imprese italiane raccontano pagine di storia indelebili!

Ci pensiamo spesso, riflettiamo con la fantasia di un popolo di sognatori, ma la conclusione porta a una domanda importante: Che cosa saremmo senza la nostra storia? Una storia fatta di battaglie, di grandi conquiste, di amare sconfitte, di futuro, d’invenzioni e di progetti.

A cura di Giuseppe Tramontana

Quello che nel corso degli anni è stato fatto merita di essere conservato e raccontato, per ricordarsi di com’è stato difficile ottenerlo ma anche perché è importante avere spunti e stimoli per costruire il futuro. Perché il domani, quello che faremo, spesso parte proprio anche da quello che abbiamo fatto. La competenza, o meglio, il saper fare nasce da tanti fattori ma uno sguardo a quanto fatto in passato è importante. A San Francesco d’Assisi fu attribuita questa frase bella e profonda: Cominciate col far ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. Ed è questo che ci permette di capire quante aziende italiane abbiano saputo fare l’impossibile, o quantomeno abbiano saputo imporsi nel mondo con una grande dose d’impegno, qualità e stile: quello che frequentemente usiamo chiamare “Made in Italy”. In Italia l’ISTAT ha censito circa 3.800 tra musei, gallerie o raccolte di collezioni aperti al pubblico. Paradossalmente uno ogni 6 mila abitanti circa. Sono luoghi che raccontano, anche loro, il genio italiano e soprattutto fanno parte della nostra ricca storia, magari più recente ma certamente non meno importante. Ci accorgeremo così di come sia riduttivo il termine “Made in Italy” e di quanto noi italiani siamo in grado di realizzare. Sono luoghi del contemporaneo, i musei d’impresa identificano realtà in cui le aziende riescono a trasformare in arte tutto il lavoro che hanno svolto negli anni della loro attività. Il turismo industriale è in visibile crescita, così come l’attenzione verso i musei d’impresa, luoghi di creatività e formazione, pronti ad accogliere visitatori. In Italia i primi musei aziendali nascono sul finire degli anni ’50, ma è tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 che si fanno sempre più numerosi, suscitando un interesse crescente. Strumenti utili a condividere il patrimonio aziendale, i musei d’impresa ne valorizzano ampiamente il legame tra territorio e comunità. A differenza di quanto accade in quelli tradizionali, nei musei d’impresa l’importanza non sta tanto nei beni custoditi, quanto nel messaggio che questi comunicano. Ogni museo è unico, perché unica è la storia che racconta. Cultura ed esperienza imprenditoriale definiscono ciò che caratterizza i musei d’impresa, così come la testimonianza dell’evoluzione della società, restituendo spaccati della vita sociale, passata e presente.

Avventuriamoci nell’inedita magia italiana di alcuni musei meno noti:

Galleria Campari

Viale Antonio Gramsci – Sesto San Giovanni (MI)
Nel 2010, in occasione dei 150 anni di vita del marchio apre la Galleria Campari, museo aziendale di nuova concezione, uno spazio dinamico, multimediale, dedicato al rapporto tra il brand e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design. Sorta dove un tempo era lo stabilimento di Sesto San Giovanni, raccoglie oltre 4000 opere su carta, manifesti e grafiche pubblicitarie firmate da artisti come Crepax e Munari, Fellini e Garrone. Le opere sono esposte in originale e in versione multimediale, un tavolo interattivo con 12 schermi touch screen consente ai visitatori di fruire gran parte del patrimonio artistico dell’azienda.

Museo Ferrari di Maranello

Via Alfredo Dino Ferrari,43 – Maranello (MO)
Dedicato alla casa automobilista italiana d’eccellenza, si trova adiacente agli stabilimenti Ferrari di Maranello. Il Museo è stato aperto nel 1990. La Ferrari lo gestisce in primis dal 1995, dal 2004 è stato ampliato. La superfice è di circa 2500 metri quadrati. L’esposizione è per la maggior parte la combinazione di vetture Ferrari da strada e da competizione. Molti di questi esemplari sono diventati icona dell’automobilismo.

Museo Birra Peroni

Via Renato Birolli – Roma (RM)
La struttura museale si trova – insieme a quella dell’Archivio Storico – all’interno dell’attuale Stabilimento Birra Peroni di Roma, situato nell’area Est della città. Nel Museo Birra Peroni sono rappresentate la storia e l’attualità della Società e del suo prodotto, attraverso oggetti, immagini, documenti originali e filmati d’epoca, che mettono in luce gli infiniti nessi con la storia del costume e della società italiani. Le tre sezioni di cui si compone il museo corrispondono ai tre punti chiave del successo Peroni nel tempo: la storia industriale nella sua dimensione interna e nei rapporti con le comunità locali; la storia del prodotto e del suo consumo sul mercato italiano; l’efficace comunicazione pubblicitaria dai primi del ‘900 all’invenzione della bionda Peroni nelle sue infinite declinazioni.

Museo Amaro Lucano

Viale Cav. Pasquale Vena – Pisticci Scalo (MT)
L’Amaro Lucano nasce a Pisticci, a due passi da Matera, nel 1894, dalla passione per l’erboristica del suo creatore, il pasticcere Pasquale Vena. Il museo passa attraverso uno spazio espositivo tecnologico e interattivo, tra le celebri campagne pubblicitarie e i racconti dei personaggi che hanno fatto la storia di Amaro Lucano e viaggia in parallelo con le vie dell’essenza. Dalla tradizione di antichi torchi in noce in movimento fino a nuove sperimentazioni culturali e sensoriali.

Museo Salvatore Ferragamo

Piazza Santa Trinita c/o Palazzo Spini Feroni – (FI)
Il museo è nato nel maggio del 1995 per iniziativa della famiglia Ferragamo con la volontà di far conoscere al pubblico di tutto il mondo le qualità artistiche di Salvatore Ferragamo e il ruolo che egli ha ricoperto nella storia non solo della calzatura, ma anche della moda internazionale.

Museo Alessi

Via Privata Alessi – Cusianello di Omega (VB)
Inaugurato nel 1998, documenta la storia del design casalingo italiano, raccoglie un vasto insieme di prototipi, prodotti non più a catalogo, stampi, allestimenti d’autore, documenti grafici e progettuali, fotografie, libri, cataloghi e riviste. Il complesso di questi materiali costituisce un archivio organizzato dell’identità culturale della Alessi e, più in generale, una collezione di arte applicata e di design del XX e XXI secolo, con pezzi ormai rarissimi.

Fila Museum

Via Seminari – Biella (TO)
Nasce a Biella nel 2010 allo scopo di preservare e valorizzare la storia del marchio nell’ambito dell’abbigliamento e delle calzature sportive. Il percorso espositivo si snoda attraverso dieci sale, studiate per offrire un’esperienza unica e affascinante. Non sarà difficile individuare capi iconici, che hanno suscitato emozioni uniche.

Come ben si nota è riduttivo il termine “Made in Italy”: ogni cosa che il nostro bel paese propone e sviluppa equivale ad una grande capacità di misurarsi con il mondo esterno.

Beh, allora è vero? Non siamo solo un popolo di sognatori!