Skip links
Published on: La Farandola News

Via Appia Antica: l’antica strada romana candidata come patrimonio dell’UNESCO

Ci sono frasi che a volte sono detti storici, che rimangono impresse e si ripetono con una semplicità che è poi una consuetudine per tanti. Una di queste? Tutte le strade portano a Roma! È vero, i detti antichi non sbagliano mai e in questo caso a maggior ragione.

A cura della Redazione

La via Appia fu la prima strada consolare romana, una delle opere d’ingegneria più grandi del mondo. Fu costruita su una via già esistente che collegava Roma ai Colli Albani, e venne prolungata sino a Santa Maria Capua Vetere, passando per Ariccia, Terracina, Fondi, Itri, Formia, Minturno e Mondragone. Dopo la sconfitta di Pirro nel 268 a.C., fu estesa fino a Benevento, conosciuta allora come Maleventum. Sempre nel III a.C. secolo fu ampliata sino a Taranto e solo verso il 190 a.C. raggiunse il porto di Brindisi, passando per Troia (FG), Canosa di Puglia e Bari. Chissà quanti importanti viaggiatori del passato sarebbero compiaciuti di tale candidatura, tanti fieri estimatori delle bellezze dell’Appia Antica. Un’operazione che lo stesso Ministro della Cultura Dario Franceschini ha sostenuto con decisione visto che lui stesso ha dichiarato: “La via Appia è un itinerario da valorizzare e da porre al centro del turismo lento per rafforzare l’offerta di nuovi attrattori come i cammini e i percorsi sostenibili, fondamentali per lo sviluppo in chiave culturale delle aree interne, ma anche per la tutela del nostro patrimonio. La Regina Viarum unisce territori ricchi di uno straordinario culturale, archeologico e paesaggistico e ha le caratteristiche per divenire uno dei più grandi cammini europei”. Parliamo di un monumento, un asse viario che si sviluppa complessivamente lungo ben 120 mila chilometri, con il coinvolgimento di 74 comuni, 15 parchi, 12 città, 4 regioni e 25 università e che era già presente nella lista di proposte italiane all’UNESCO. Il nuovo passaggio ora è quello di proporre l’iscrizione come “sito seriale”, tipologia primaria richiesta dall’UNESCO. A tale scopo il Ministero della Cultura, attraverso gli uffici preposti per i diversi territori, ha dato una svolta decisa affinché si possa raggiungere tale obiettivo. Il lavoro certosino che lo stesso Ministero sta portando avanti da tempo si basa anche sullo studio di schede e dossier di candidatura. È un lavoro importante, che rende evidente il valore culturale assai elevato e indiscusso della Regina Viarum. Un lavoro accurato, sono stati individuati e perimetrati i tratti dell’antica strada, un’operazione che va di pari passo con il restauro e la valorizzazione di alcuni monumenti che puntellano il percorso di tale via, e che impreziosiscono quei 630 chilometri di percorso originario che può essere vissuto e apprezzato a piedi. Buona parte della famosa via oggi è scomparsa, ma ne restano ancora ben visibili e percorribili alcuni tratti, divenuti punti importanti per il turismo archeologico, specie nei dintorni di Roma. Nel 2016 è nato il Parco Archeologico dell’Appia Antica, che ha lo scopo di tutelare e valorizzare i monumenti antichi dell’area della Capitale e dei Comuni di Ciampino e Marino. Tra i luoghi più iconici che vale la pena visitare si segnalano le Terme di Caracalla, il Sepolcro degli Scipioni, l’Arco di Druso, la Porta San Sebastiano, Villa Massenzio con il Circo di Massenzio, il Mausoleo di Romolo e il Sepolcro dei Servili, il Mausoleo di Cecilia Metella, i resti della Villa dei Quintili, l’Acquedotto e diverse catacombe.
Queste sono solo una parte delle tante bellezze del nostro Paese, che non potranno mai essere messe in un angolo perché fanno parte di una magia culturale proveniente da secoli passati. Educare alla bellezza significa coinvolgere i bambini e i ragazzi a migliorare il loro spirito critico e suscitare in essi la voglia di tutelare, custodire e imitare ciò che ritengono bello. Si tratta, dunque, di insegnare a rintracciare le qualità positive che ci sono nella nostra realtà quotidiana. Spesso nella società frenetica in cui viviamo, si è persa l’abitudine a osservare, a riflettere, a sentire e percepire le emozioni che si provano.
Vi segnaliamo: nella splendida cornice del Parco Archeologico dell’Appia Antica, presso il Complesso di Capo di Bove, dal 9 aprile al 9 ottobre 2022, è ospitata la mostra fotografica “Still Appia. Fotografie di Giulio Ielardi e scenari del cambiamento”, che intende andare oltre il reportage fotografico e narrativo rendendo omaggio alla via Appia vista come itinerario culturale e grande palinsesto storico-sociale di oltre 2000 anni.