Con grande piacere ho accolto l'invito a scrivere qualche riflessione a margine di questa interessante iniziativa.

Nel nostro mondo ipertecnologico, sempre più prevale la settorializzazione del sapere e l'approccio riduzionistico secondo iI quale iI semplice riesce a spiegare iI complesso; ogni giorno di più vediamo trionfare una presunta "razionalita" la quale, invece, è solo efficienza che vuole piegare la Natura come se fosse esclusivamente un nostro strumento; ma, soprattutto, la logica con la quale spieghiamo la rea Ita e quella della contrapposizione e della dicotomia: la natura e I'uomo, l'Oriente e I'Occidente, I'arte e la scienza, il corpo e la psiche, iI progresso e il rispetto per I'ambiente ...

I disastri provocati, a tutti i Iivelli, da questo atteggiamento sono ormai evidenti, basti considerare la devastazione ambientale provocata dallo sfruttamento selvaggio del Pianeta e come sia recente il con­cetto di sviluppo sostenibile.

Fortunatamente, pero, esistono ancora delle nicchie nelle quali trova spazio un pensiero diverso, quello olistico che non pretende di spiegare la reaItà con la sua parcellizzazione, ma I'abbraccia nelle sua total vita, sia che si rivolga al Cosmo che a quel microcosmo che e I'Uomo. Mi sembra che questo tipo di sguardo sui mondo, tra le tante, caratterizzi due attività apparentemente lontanissime tra di loro, I'arte e le medicine complementari.

L'artista e colui che da voce al respiro dell'universo e alla parte più profonda della sua anima, senza contrapposizione tra se e iI mondo.

Anche in medicina, un terreno più pertinente ai miei studi, prevale la logica della divisione e dell'esclu­sione: fra i tanti esempi, la contrapposizione tra medicina allopatica e medicine alternative o, meglio, complementari. Proprio sui termine complementari vorrei soffermarmi; iI progresso della medicina e il miglioramento della cura dei malati non può basarsi soltanto sui pensiero scientifico occidentale, ma anche sui contributo di metodi di cura provenienti da culture diverse 0 basati su principi diversi, che hanno in comune, pero, il tentativo di guarire la persona nella sua totalità e non soltanto I'organo malato, superando iI meccanicismo c1assico.

In realtà quest'ultimo viene, ormai, messo in discussione anche nell'ambito della medicina "scienti­fica", ad esempio, dalla psiconeuroimmunoendocrinologia che sta trasformando radicalmente iI con­sueto modo frammentato di concepire I'essere umano, proponendo una visione realmente unitaria di esso e dei suoi principali sistemi di comunicazione interna; una visione olistica in cui la psiche, ossia il pensiero, la coscienza e I'emozione diventano elementi fluidi e dinamici, direttamente implicati in ogni processo nervoso, endocrino e immunitario ..

Sperando di poter approfondire queste problematiche in altra sede, vorrei cos] concludere le mie brevi riflessioni: forse la realtà dell'invisibile è

Medicina

 iI filo che lega e unisce tutta la realtà, il filo di Arianna che può farci uscire dal labirinto nel quale brancoliamo per percepire la vita nella sua integrità e armonia e aprire la mente e il cuore a nuovi orizzonti in tutti i campi dell' esperienza.

Brevi riflessioni tra arte e medicina
Dr. Mario Marchetti
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