
Perché un articolo sulla dieta in una rivista d’arte?
La prima considerazione che mi
viene alla mente è che anche la medicina è un arte, al cui centro c’è l’uomo
nella sua totalità e complessità. Non basta, se c’è un “luogo” nel quale la
bellezza si esprime ai massimi livelli, questo è il corpo umano, come dimostra
tanta storia dell’arte; non c’è bellezza, però, se non come espressione,
innanzitutto, della salute e del benessere psico-fisico. Ci sono alcune patologie rispetto
alle quali siamo impotenti, ma altre dipendono sostanzialmente dal nostro stile
di vita. Tra queste, molto diffusa nella nostra società opulenta, è la “sindrome
metabolica” con cui si intende un gruppo di disturbi del metabolismo, tra cui
ridotta tolleranza al glucosio e resistenza all’azione dell’insulina, peso
corporeo eccedente con prevalenza di depositi addominali, pressione arteriosa
elevata e aumento dei grassi nel sangue (trigliceridi e colesterolo). Questa
condizione, reversibile con la dieta e l’esercizio fisico, è considerata
l’anticamera del diabete di tipo II e una forte spinta verso le malattie
cardiovascolari. In Italia ci sono 4 milioni di
obesi e metà della popolazione è in soprappeso per cui sono in aumento i casi e,
purtroppo, anche i decessi legati a tali patologie; questo è uno degli effetti
del nostro stile di vita sul metabolismo. Ma allora, che fare? Quale regime
dietetico seguire per perdere peso senza danneggiare l’organismo? La miglior dieta consiste,
indubbiamente, nel mangiare meno.
Ma i lavori scientifici effettuati con diete a basse calorie hanno rilevato un
fallimento, quasi totale, di queste, riportando solo l'8% di risultati positivi
nel tempo. Solo i pazienti che hanno meno di 10 kg da perdere hanno qualche
speranza di successo.
Certamente il regime a basse calorie, quando è ben equilibrato, resta sicuro,
quasi senza pericolo per i pazienti, ma rimane il più duro, il più difficile e
il più penoso per le varie ragioni: non
toglie la fame per cui pochi resistono a questa sensazione spiacevole e
abbandonano dopo due o tre settimane;favorisce
la tentazione perché la continua fame porta a frequenti deroghe nella
limitazione delle quantità alimentari da a ssumere; questa
dieta è troppo lunga in quanto una perdita di 500 grammi la settimana è un
fattore demotivante per un paziente che ha
più di 10 kg da perdere; alla
diminuzione di apporto calorico si accompagna spesso un abbassamento dei bisogni metabolici.Un'alternativa da scartare, e ora
analizzeremo perché, è quella del digiuno assoluto. Questo
regime, che è composto da sola acqua assunta a volontà, porta ad una perdita di
massa magra superiore alla perdita della massa grassa, con danno, soprattutto,
dei muscoli striati; anche le fibre muscolari cardiache fanno parte di questa
perdita con possibili conseguenze mortali. Aggiungendo che i bisogni proteici
aumentano sotto restrizione calorica, dopo 10 giorni di digiuno il paziente
perde circa due chili di tessuto muscolare. Da queste considerazioni, numerosi
autori cominciarono a studiare la possibilità di trovare una dieta che potesse
dare un bilancio calorico negativo minimizzando la perdita di massa magra: la
risposta è stata la dieta proteica.Spiegare i meccanismi di
funzionamento di questo tipo di regime alimentare è complesso, ma ritengo
importante sottolineare che la dieta proteica toglie il senso della fame e
permette di utilizzare a pieno l'energia del tessuto adiposo, riducendolo, senza
intaccare la massa magra.
Questa dieta è stata lungamente sperimentata su molti pazienti che, prima e
durante il trattamento, sono stati studiati sul piano antropometrico,
cardiologico ed ematochimico. In tutta la casistica ad oggi riportata, si è
avuta perdita di tessuto adiposo senza diminuzione di massa magra; tutti i
parametri ematochimici sono rimasti nella norma; anche il tracciato
elettrocardiografico non ha rilevato alcuna variazione. Di particolare interesse
è stato il rilevare che la perdita di grasso avviene principalmente nei
distretti di adiposità localizzata in eccesso. Questo regime dietetico, se
correttamente seguito, consente di perdere anche 8 chilogrammi in tre settimane.Se desiderate
ulteriori informazioni su questa dieta (alla quale ho dedicato lunghi e
approfonditi studi) e una consulenza dietologica e nutrizionale altamente
qualificata, potete rivolgervi alla farmacia Marchetti dr. Mario Ph.D
www.farmaciamarchetti.it