Giuseppe Monaco

 

 

Andrea Argoli

 

Poesia e letteratura
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Andrea Argoli (1570-1657) fu uno dei personaggi insigni della Roma del primo Seicento. Nativo di Tagliacozzo, studiò a Napoli e poi esercitò a Roma la professione di astronomo e medico. Nel 1632 venne chiamato a Padova per assumere la cattedra di matematica presso l’università dove insegnò anche cosmografia, meteorologia e medicina. All’epoca la medicina era ancora strettamente legata all’astrologia, il medico eseguiva le sue diagnosi con l’aiuto delle previsioni astrologiche. D'altronde le cure consistevano in salassi e misture nauseabonde che spesso acceleravano la morte del malato, ma tant’è che anche re e papi credevano nella loro efficacia, e proprio papa Gregorio XV fu uno dei pazienti di Argoli. La sua fama però si deve soprattutto alle sue capacità matematiche che egli dimostrò nella compilazione di tavole ed effemeridi estremamente precise che vennero pubblicate a Roma e a Padova in più edizioni e che furono usate in tutta Europa. Di contro la sua frequentazione di ambienti legati all’astrologia, e forse alla stregoneria, lo posero in cattiva luce agli occhi di papa Urbano VIII tanto che, dopo la Bolla pontificia del 1631 contro l’astrologia, la sua presenza a Roma divenne rischiosa.L’offerta della cattedra che era stata di Galileo allo Studio di Padova lo sollevò da tale pericolo e, soprattutto, gli diede ulteriore fama e sicurezza economica. Ma mentre Padova era fuori dall’influenza della Curia romana, non così Tagliacozzo, dove risiedeva la sua famiglia che infatti fu oggetto di discriminazioni e vessazioni. A Padova pubblicò, tra l’altro, De diebus criticis, un testo dedicato alla regina Cristina di Svezia dove si trova una accanita difesa dell’astrologia e numerosi oroscopi di re e papi, e il Pandosion Sphaericum dove è esposto un sistema del Mondo nel quale la Terra, ancora in posizione centrale, è dotata di moto rotatorio giornaliero e Mercurio e Venere ruotano attorno al Sole.Considerato dai suoi contemporanei uomo di virtù e di fede, trascorse gli ultimi anni della sua vita presso il convento di S. Antonio a Padova e nella Basilica del Santo fu sepolto.

 

Giuseppe Monaco si è laureato in Matematica all'Università di Roma "La Sapienza", ha lavorato dapprima presso il Centro sperimentale di Idrodinamica della Marina, poi presso l’Osservatorio astronomico di Roma in qualità di. curatore del Museo astronomico e copernicano. Ha fatto parte del Seminario di Storia delle Scienze dell'Università di Roma "La Sapienza"e della Commissione per la Storia dell’astronomia della Società Astronomica Italiana. E' collaboratore dell'Enciclopedia Italiana. Ha pubblicato numerosi articoli e i saggi: “Tastronomia a Roma, dalle origini al Novecento" (Roma 2000) e "Le comete e l’etere cosmico nell’Ottocento".(Firenze 2004).