Dalla consolare Prenestina, neanche si vede questa viuzza stretta che sembra non stare.
Invece a metà strada trovi un cancello e sei a Palazzo.
Suoni, ma nessuno risponde al citofono muto... Silenzio..., un secondo.. e il portone si apre. Entri, ammirando e sulla scala ancora silenzio, sali al primo piano ed incominci a guardare, vedere dipinti, colori, sculture.
Poi nei piccoli studi, opere d’arte e tanta storia di questo Palazzo dove Franco Romina hanno saputo tener vivo l’entusiasmo d’un tempo per la buona pittura.
Questo mondo parallelo, che si delinea quasi obliquo su di se vive di vita propria dove da tanto tempo s’inarca bellezza ed umanità, che ho imparato qui tra amici poeti scrittori musici e maestri pittori, Bruno Canova, Sergio e Dario amici sinceri.
Nell’aria di stanze, profumo di colori appena mestati dove tacite giovani assorte tracciano linee sottili su bianchi supporti.
Un po’ di serenità è qua. Puoi trovar.
E poi...occhi blu, ciglia nerissime pelle bianca di luna del volto di Effe dove puoi perderti semplicemente senza ragione, nella bellezza di donna.
Sulla grande terrazza, sù in cima, vedi il largo panorama davanti e ti senti ispirato, dietro le spalle, studi Canovi colmi di grandi stesure, vaste campiture di fiammeggiante colore ed enormi creazioni scultoree, che evocano fascino di tutto il piccolo grande tesoro prezioso, custodito e nascosto in fondo a questa amena viuzza, dentro Palazzo Castelli.
Forse esagero un po’...ma tra una chiacchiera, un sorso di vino ed una critica d’arte bonaria, l'animo si eleva ed è questo che impari e che trovi a Palazzo Castelli.
Ivan Taloni